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Per favore aiutate la mia famiglia, le Istituzioni non ci assistono in nessun modo e siamo completamente abbandonati a noi stessi; amici virtuali, lettori tendeteci una mano, per cortesia! Seguite qui sotto le istruzioni per poterci aiutare. Grazie anticipate. Mario Teodoro Pizzorno.

Pubblicato su 7 Marzo 2013 da Mario Pizzorno

Gentili frequentatori di questo mio Blog, amici virtuali, la mia famiglia è in una situazione di indigenza da troppo tempo ( posso dimostrare con qualsiasi prova quanto affermo in questo scritto) e lo Stato Italiano non ci aiuta; scarica, per via del Titolo V, sui comuni e Regione Liguria che di fatto se ne lavano le mani come Ponzio Pilato!

Sono disabile al 67% quindi non ho pensione, ho chiesto un lavoro per riuscire a mantenere la mia famiglia ma non mi è stato dato, quindi di fatto siamo quasi alla fame. Tengo a tutti i costi la linea ADSL anche a scapito del cibo, perché come vedete mi da la possibilità di difendermi, anche se qualcuno mi censura pesantemente obbligandomi ad inventare magheggi telematici per ovviare l’inconveniente.

Nel proseguo di questo mio sofferto ( mi fa letteralmente ribrezzo di chiedervi aiuto perché significa dover mettere da parte la mia dignità di Uomo con la “U” Maiuscola) scritto vi indicherò come potreste, se lo vorrete, aiutare un pochino la mia famiglia, anche con un solo gesto di vicinanza, oppure magari inviando una semplice e-mail alle Istituzioni Italiane per sollecitarli ad aiutarci, a fare il doro dovere, rispettando semplicemente la Costituzione Italiana agli articolo 2-24-32-38!

Come fare per aiutarmi senza doversi vendere l'argenteria: la prima cosa da fare è quella di inviare a questo indirizzo elettronico: prefettura.genova@interno.it questa mia lettera sotto del 27 gennaio 2013 che, per via delle censure, il Prefetto Giovanni balsamo, non avrà sicuramente ricevuto, altrimenti sono certo che mi avrebbe risposto!

Quindi lettori del mio Blog, chiunque voi siate inviate, per favore, questa mia lettera in modo da aggirare chi mi censura, non è reato inviare la mia lettera e comunque se vorrete avere la certezza assoluta, inviate al Prefetto di Genova dott. Giovanni Balsamo , anche questo scritto di mio pugno nella foto qui sotto.

Il vostro atto si chiama Solidarietà! Presto vi darò altre istruzioni per continuare ad aiutare la mia famiglia. Grazie anticipate.

Mario Teodoro Pizzorno.

Ronco Scrivia 27 gennaio 2013

Al: signor Prefetto di Genova dott. Giovanni Balsamo.

Oggetto: fate pervenire questa mia lettera al Prefetto di Genova per spiegare la mia doppia situazione di richiesta di aiuti per la mia scandalosa, improcrastinabile situazione di estrema indigenza ( non ho nessuno aiuto: ne voucher, ne lavoro, ne pensione, ne sussidi di nessun tipo, l’ultimo aiuto economico risale al settembre 2012 e consisteva in un voucher da 40,00 euro, elargitoci dal mio comune di residenza grazie ai solleciti prevalentemente arrivati da Roma) che si interseca però con la nostra vicenda dei ricevuti soprusi istituzionali a partire da questa vergognosa ingiuria per la quale non ho ancora, ad oggi, un avvocato penalista a spese dello Stato che ci aiuti:

http://firmiamo.it/assistente-sociale-ingiuria-una-madre-a-ronco-scrivia-ge#petition

Per quanto concerne appunto la parte riguardante i soprusi accennati sopra, ho appreso recentemente che nell’ambiente Tribunalizio, se le segnalazioni, denunce, non vengono fatte con una forma avvocatizia tecnicistica, dopo un po’di tempo, non vengono più prese in considerazione, perchè danno l’impressione netta del contrario del fumus boni iuris.

Per meglio dire, il Pubblico Ministero quando riceve una segnalazione se ( per ragioni che non mi interessa di sindacare) non riscontra la parvenza del buon diritto o qualcosa che gli faccia pensare, credere che la segnalazione ha fondamento, archivia.

Io però, ho fatto molte segnalazioni ( quasi tutte archiviate) alla Procura Della Repubblica di Genova e sono però tutte vere e almeno in un caso, vi è la certezza assoluta del reato di calunnia verso mio figlio Jacopo.Io ho scritto al mio modo ma, non avendo avvocato che mi tutelasse ho dovuto scrivere come potevo…

Tutte queste incomprensioni ipotizzo scaturiscano probabilmente per quanto detto sopra e forse anche per la lettera indirizzata alla Prefettura di Genova, a vari Onorevoli italiani e ad altre personalità Istituzionali che io stesso ho ricevuto online, che apparentemente proveniva dal mio comune di residenza…

Probabilmente, forse, prevalentemente per via di questa lettera si è ingenerato tutto un grosso equivoco, per cui le mie istanze (la mia richiesta di aiuto per la sopravvivenza della mia famiglia nonché quelle per ottenere Giustizia ) non sono state forse prese nella ,con tutto il rispetto, giusta considerazione.

Ribadisco che la lettera anonima, di autore sconosciuto apparentemente inviata dal mio comune è significativa su tutto quello che qualsiasi interlocutore potrebbe comprendere, fraintendendo, magari poi, giustificatamente, disinteressandosi del mio caso.

Con questa mia desidero fugare ogni possibile dubbio a qualsiasi mio interlocutore e soprattutto devo questa spiegazione al dott. Alfredo Ferrante e alla dott.ssa Ciani Mirella che da Roma hanno e continuano a sollecitare instancabilmente le istituzioni Liguri ( ultimo loro sollecito:prot.n. 41/0000359 del 25 gennaio 2013 ) per cercare di addivenire al rispetto della Costituzione Italiana che delega i responsabili della mia regione, ad aiutare un loro corregionale che si trova da tre anni, in gravi difficoltà!

A Roma, a Milano e a Genova comprano con i soldi dei Cittadini perfino mutande, giocattoli, vino e gioielli e a me che sono tre anni che chiedo un pezzo di pane mi viene negato?

Ma come si fa a pensare che la mia famiglia possa vivere d’aria, sopravviviamo solo grazie alla nostre iniziative dettate dalla nostra Intelligenza che è spinta dalle situazione di incertezze che viviamo quotidianamente.

In conclusione io e la mia famiglia siamo persone perbene, sani di mente, incensurati, che non abbiamo fatto mai, in oltre 20 anni di residenza a Ronco Scrivia, male a nessuno!

Qualcuno, chi di dovere, mi può spiegare, mi può dare una spiegazione plausibile a questa riluttanza nell’aiutarci da parte delle istituzioni locali, se non quella dell’accanimento politico?

L’aiuto che dovrei ricevere sancito dalla Costituzione Italiana, non è un favore ma un mio diritto!

Ora l’avvocato di mio figlio vuole chiedere i risarcimenti, vuole farci dare dei soldi da chi ha ci calunniato, diffamato ma, non è sufficiente! Io voglio che coloro che hanno commesso reato contro la mia famiglia, vengano puniti penalmente davanti alla Legge!

Distinti saluti.

Mario Teodoro Pizzorno.

P.s 1 Ultimamente, mi sono pure state ventilate delle minacce ( che saranno pure inconsistenti, tutte da verificare…) , come ho scritto alla stazione dei Carabinieri di Ronco Scrivia, con mia e-mail il giorno 16 gennaio alle ore 00:15

P.s 2 Io sottoscritto Mario Teodoro Pizzorno dichiaro inoltre di non aver, per tutta la vita, avuto nessun tipo di malattia se non quella sopraggiunta recentissimamente che mia ma reso disabile per via delle mie ridotte capacità di deambulazione.

Lettera indirizzata al Prefetto di Genova dott. Giovanni Balsamo

e.p.c. a: dott. Ferrante Angelo e dott.ssa Mirella Ciani ( Ministero Delle Politiche Sociali - Disabilità ), al Presidente Claudio Burlando, alla dott.ssa Rambaudi Lorena, al Presidente della Repubblica signor Giorgio Napolitano ( la invio dal suo form del Quirinale) e a chi leggerà in copia.

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Manleva di responsabilità per lettori, amici virtuali, frequentatori del mio Blog. P.s Per salvarla tasto destro e salva immagine.

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Fatto.! Spero possa esserti di aiuto,buona vita!
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